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La svolta …dopo la ricostruzione

ottobre 20, 2013 Lascia un commento

Fulmine a ciel sereno
E’ successa una cosa inimmaginabile.

Non trovo le parole per descrivere il mio stato, ma posso riportare quelle fredde dell’esame istologico dei tessuti prelevati durante la ricostruzione:

Carcinoma duttale infiltrante della mammella, grado istologico 2

Una dicitura spaventosa che in parole povere sentenzia come la mastectomia sottocutanea abbia lasciato un carcinoma che nel frattempo da in situ è diventato infiltrante.

Tutto quello che credevo è sparito in un solo colpo.

Ed ora ricomincio tutto da capo, come in un eterno gioco dell’oca.
Domani torno ad essere operata.

foto: Jan-Joost Verhoef

Ricostruzione

settembre 26, 2013 Lascia un commento

“La cortesia è l’anima della cura”

Questa è la frase stampata a caratteri cubitali sulla parete dell’ospedale da me scelto per la ricostruzione. Un ospedale piccolo ma con una forte reputazione In campo senologico.

Quando ho cominciato questo viaggio non pensavo che il seno avesse così importanza. In fondo la sua funzione era già stata svolta, avevo allattato per 8 mesi, in tempi remoti avevo addirittura provato piacere della sua presenza. se dopotutto si era ammalato, potevo ritenermi soddisfatta del servizio reso e accettare la volontà della natura rinunciando definitivamente. Quando la prospettiva di vita sembra improvvisamente ridursi, si accetta questo ed altro. Pur di vivere sei disposto a qualsiasi trasformazione, fisica e psichica. Certi aspetti non hanno più importanza, sono solo dettagli.

Fortunatamente le cose dopo un’impennata iniziale, sono state molto graduali. Dalla mastectomia al riempimento totale dell’espansore sono passati tanti mesi, mesi di tregua per il mio cervello, mesi in cui sono tornata ad una vita in tutto e per tutto simile a quella pre carcinoma. Il tempo mi ha aiutato a ritrovare l’ambizione, quell’ambizione che se scambi per presunzione, cominci a viverra come un senso di colpa. Cosa avrei potuto desiderare per me, se non qualche ulteriore anno di vita? 

E invece no. Pensare di riavere un seno “decente” è diventato una cosa normale. 

Sono passati 4 giorni dall’intervento. Scrivo dal letto d’ospedale, in mezzo ad altre due compagne “di viaggio”. Non ho ancora visto l’esito, solo domani toglieranno le bende e finalmente potrò rendermi conto. Sono molto curiosa. Tecnicamente, nell’intervento è stato sostituito l’espansione con la protesi definitiva, spostato il capezzolo che nel frattempo si era ‘girato’ verso l’esterno, e ridotto il volume della mammella ‘originale’ per tirarla su in modo più o meno simmetrico.

A parte la riuscita estetica, una piccola preoccupazione c’è: sono stati fatti dei prelievi su entrambi i seni e inviati per l’esame istologico. Questo lascia sempre un po’ inquieti.

Bisogna però vivere momento per momento …per cui ora mi addormento per l’ultima notte di questo viaggio all’ospedale e sogno un seno bellissimo sorgere dalle mie bende.

Sognare fino a domani è ancora possibile. 

Cambiare per crescere

maggio 4, 2013 Lascia un commento

Sto pensando. Sono quasi 5 mesi che rimugino sul senso di questo blog.
La spinta che mi ha quasi costretto ad iniziare a scrivere questo blog, il mio primo e unico blog, si è trasformata fino svuotarsi. Tra le varie ragioni, credo che le più probabili siano legate al fatto che parlare di me solo in funzione del tumore è troppo riduttivo. Ma questo all’inizio non riuscivo a capirlo. Non ci riuscivo perchè pensavo che non sarei sopravvissuta, o nel migliore dei casi che sarei stata condannata a una vita di pura sopravvivenza. Un periodo nerissimo, non c’è che dire.
Oggi invece questo periodo è alle spalle ed è diventato una parte della mia storia. Mi è andata benissimo.
Con questa esperienza in più mi sono convinta che prima o poi ricapiterà. E la paura tornerà a sconvolgermi.

DSCF2003

Comunque, tornando al discorso del blog… ho pensato di chiuderlo.
E quale giorno migliore che il giorno dell’anniversario della mastectomia?

Ciò che ho sbagliato più di tutto è il nome del blog. E’ un titolo che si insinua tra i risultati di google, quasi come se fosse una risorsa scientifica.
Chi arriva su questo blog, infatti, ci arriva per lo stesso bisogno che ho avuto io all’inizio: sapere che diavolo significa B5 e in cosa consiste il carcinoma duttale. So che tutto il resto, ovvero i racconti e le esperienze altrue, è uno step successivo.

Forse anche i blog devono crescere al crescere dell’autore….
Credo che l’unico modo per farlo crescere sia quello di concluderlo ed eventualmente aprirne uno senza più l’anonimato, in modo da potermi raccontare a 360°.

A proposito… la data di fine potrebbe essere il 27 giugno.
Se sei arrivata a leggere fino a queste parole, ti ringrazio.

photo credit: Goob62 via photopin cc

Categorie: emozioni

Niente paura: sono ancora qui!

gennaio 15, 2013 Lascia un commento



Eccomi qui, dopo un lungo silenzio.
Un silenzio pieno di tante piccole novità …che non ho saputo (o voluto?) condividere attraverso il blog.

The Tunnel

La prima cosa che mi sento di dire è che dopo tutto lo sconvolgimento psico-fisico di questa estate, ho passato il resto del tempo a tornare alla vita “normale”.
E’ sicuramente questo il motivo per cui non ho più scritto nulla.
Mi sono buttata a capofitto nel lavoro, ho ripreso le attività che facevo prima della svolta… insomma, ho cercato di dimenticare il più possibile.
D’altra parte, questo era quello che mi aveva consigliato l’oncologo a luglio.

Nei prossimi giorni proverò di raccontare l’evoluzione della cronaca, anche se ciò che più mi preme sottolineare ora è che l’illusione di stare bene …fa stare bene.
Un giro di parole per dire che l’istinto di scappare dall’evidente limite della vita ha preso il sopravvento.


Mi sento fortunata. E da un certo punto di vista ho acquisito una serenità che non avrei mai immaginato di trovare.
Certezze non ne ho, ora più che mai… ma sento di avere una maggiore consapevolezza rispetto al mio stato d’animo prima della svolta.

 
photo credit: Lawrence Whittemore via photopin cc

Categorie: Uncategorized

[Riflessioni autoreferenziali]

settembre 5, 2012 Lascia un commento

Più rileggo quello che ho scritto e più ho la voglia irrefrenabile di cancellare tutto.

Se penso a chi sta entrando ora nel tunnel, le mie parole non mi sembrano le più adatte, anzi…

Tornando al punto di inizio del mio tunnel, quali erano gli argomenti di cui ero “affamata”?
Provo a fare una brevissima sintesi:

  1. cos’è un carcinoma in situ;
  2. quali sono gli altri carcinomi;
  3. quali sono le soluzioni terapeutiche o chirurgiche;
  4. quali sono stati i comportamenti sbagliati che mi hanno portato a questo punto;
  5. quali strutture (e i medici) sono le più adatte per affrontare il problema;
  6. quali sono le testimonianze e i consigli di chi c’è già passata.

In rete, non ho trovato molto, nonostante la grande diffusione del problema.
Dunque, stasera prendo il solenne impegno per contribuire a far luce su questi 6 punti.
Non ho molto tempo, visto che fortunatamente sono riuscita a mantenere il mio lavoro precario… ma sento che questa è la strada più sensata.

Se là fuori c’è qualcun altro che vuole contribuire, sarei felicissima. Devo confessare che i miei monologhi vorrebbero trasformarsi in conversazioni ;))

Scrivi a ninaorfeo[at]gmail.com.

 

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Mastectomia

agosto 26, 2012 Lascia un commento

Per i “non addetti ai lavori” (o “non addetti ai tumori”, sic!) questa parola è fonte di terrore e tormento. Oggi, a quasi 2 mesi dall’intervento, voglio approfondire questo argomento. Tecnicamente parlando, la mia è stata una “mammectomia sottocutanea monolaterale”. La chirurga mi ha spiegato che è la soluzione migliore per mantenere un seno il più possibile vicino all’originale. Finora non sono riuscita a trovare il coraggio di guardare i video postati su YouTube riguardanti i reali interventi… Oggi, pur essendo riuscita a trovare il coraggio, sono dell’idea che vedere l’intervento non aiuta più di tanto. Quello che invece mi è sembrato molto molto efficace è il video che riporto qui sotto. L’unico limite di questo video, per chi non lo conosce, è l’inglese. Non scoraggiatevi, comunque, perchè le immagini aiutano la comprensione.

Definizione data da Treccani.it:

Mastectomia L’intervento chirurgico dell’asportazione della mammella. A seconda della gravità e dell’invasività del processo morboso, si distinguono: m. sottocutanea (asportazione della sola struttura ghiandolare con conservazione della cute), quadrantectomia (asportazione di un solo quadrante dell’organo), m. semplice (con asportazione della mammella in toto, ma non degli annessi linfoghiandolari), m. totale (con dissezione dei linfonodi ma non del muscolo grande pettorale). Attualmente si tende a praticare interventi il più conservativi possibile, al fine di poter ricostruire chirurgicamente l’organo, soprattutto per limitare gli ovvi problemi psicologici cui la paziente va incontro.

 

Alterazioni di umore

luglio 26, 2012 Lascia un commento

Da qualche tempo mi chiedo se i miei umori dipendono dal “tunnel tumore” o se reagirei così anche senza questo problema.

Oggi ho avuto la prova di non essere la solita Nina. Senza questa esperienza di tumore, probabilmente reagirei in modo diverso.
Per quanto riguarda il rapporto di coppia, le varie testimonianze lette in rete esaltano quegli uomini che non scappano di fronte alla presenza di questo intruso.
Hanno una buona reputazione quelli che convivono il problema con le loro compagne.
Certi altri scappano.

Nel mio caso, lui non è scappato e allo stesso tempo non condivide il mio problema.
Lui continua la vita di sempre, una vita piena di lavoro e di fatica.
La routine usata contro la straordinarietà dell’evento.
Ci vorrebbe un post apposito per parlare di questo, ma mi fa troppo male ora.

Ed io sento tutto il peso di essere sola.

Ma sono io che non mi sento amata, o è davvero così?
Devo seguire le mie percezioni o devo rassegnarmi e pensare che è tutto dovuto al problema tumore?
Forse basterebbe parlare… eh sì, perchè con lui non voglio neanche più parlare.
Troppe tempeste di umori… alla fine perdo il filo della matassa e vorrei nascondere la testa sotto la sabbia, sperando che quando la tiro fuori tutto è tornato armonioso e sorridente.
Sono una bambina.

[photo credit: Robert Thomson via photo pin cc]

Categorie: emozioni

L’oncologo

luglio 20, 2012 2 commenti

Oggi ho scoperto una zona segreta dell’ospedale, il reparto di oncologia.
In due mini corridoi erano stipate dalle 20 alle 30 persone. Tra queste, un volto familiare che mi abbraccia appena mi vede: mia zia.
Nell’attesa, le sensazioni che mi dà quel posto sono di nausea e incazzatura. A parte mia zia, non ride nessuno. Sguardi assenti che si animano solo quando esce qualche camice bianco sussurrando cognomi nell’aria.
Arriva il mio turno. Entro molto perplessa. Dentro di me continuo a ripetermi che questo non è il posto giusto per valutare la mia situazione, ma voglio fare buon viso a cattivo gioco.

2 giorni fa ho parlato con una ex collega anche lei colpita da tumore al seno. Il suo tumore però è molto più devastante del mio. A lei hanno tolto tutti i linfonodi dell’ascella: carcinoma duttale infiltrante.
E’ stata un incontro molto utile. Ci siamo sfogate su tutto ciò che mina la stabilità psichica: il panico, le paure, la scomparsa del futuro, i cambiamenti nelle relazioni. Tra le varie cose, mi ha allertato sul reparto di oncologia del nostro comune ospedale. Essendo più avanti nella sua lotta per la sopravvivenza, ha molti più elementi di me. Lei ha parlato con altre persone che sono in cura in questo reparto e la reputazione che ne esce fuori è assolutamente bassissima.

Digressione a parte, il parere dell’oncologo è stato quello di prescrivermi il tamixofene (credo si chiami così), ovvero 2 pastiglie al giorno per 5 anni.
Lo scopo è quello di abbassare il rischio che il tumore si ripeta sull’unica mammella rimasta.
L’unico svantaggio di questa medicina è l’aumento (contenuto, a suo dire) del rischio di tumore alle ovaie.
Per questo motivo, il primo passo è una visita ginecologica per misurare l’endometrio e stabilire il punto di partenza. Nel tempo infatti questo tenderà ad ispessirsi. Una cosa ulteriore da tenere sott’occhio.

Ora devo muovermi. Devo contattare la struttura che mi ha consigliato la mia ex collega e chiedere un secondo parere.

Il fatto è che quando ti dicono cose che ti rassicurano, dopo diventa difficile rimanere distaccati e andare avanti con i propri propositi.
Non mi dispiace affatto non fare la chemioterapia. Vorrei davvero seguire il suo consiglio: mettere nel dimenticatoio questo evento.
Sarà possibile?

Devo stare in occhio. Non devo cedere alle illusioni.
Che fatica.

photo credit: maistora via photo pin cc

Categorie: Cronaca
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