L’oncologo

Cronaca

Oggi ho scoperto una zona segreta dell’ospedale, il reparto di oncologia.
In due mini corridoi erano stipate dalle 20 alle 30 persone. Tra queste, un volto familiare che mi abbraccia appena mi vede: mia zia.
Nell’attesa, le sensazioni che mi dà quel posto sono di nausea e incazzatura. A parte mia zia, non ride nessuno. Sguardi assenti che si animano solo quando esce qualche camice bianco sussurrando cognomi nell’aria.
Arriva il mio turno. Entro molto perplessa. Dentro di me continuo a ripetermi che questo non è il posto giusto per valutare la mia situazione, ma voglio fare buon viso a cattivo gioco.

2 giorni fa ho parlato con una ex collega anche lei colpita da tumore al seno. Il suo tumore però è molto più devastante del mio. A lei hanno tolto tutti i linfonodi dell’ascella: carcinoma duttale infiltrante.
E’ stata un incontro molto utile. Ci siamo sfogate su tutto ciò che mina la stabilità psichica: il panico, le paure, la scomparsa del futuro, i cambiamenti nelle relazioni. Tra le varie cose, mi ha allertato sul reparto di oncologia del nostro comune ospedale. Essendo più avanti nella sua lotta per la sopravvivenza, ha molti più elementi di me. Lei ha parlato con altre persone che sono in cura in questo reparto e la reputazione che ne esce fuori è assolutamente bassissima.

Digressione a parte, il parere dell’oncologo è stato quello di prescrivermi il tamixofene (credo si chiami così), ovvero 2 pastiglie al giorno per 5 anni.
Lo scopo è quello di abbassare il rischio che il tumore si ripeta sull’unica mammella rimasta.
L’unico svantaggio di questa medicina è l’aumento (contenuto, a suo dire) del rischio di tumore alle ovaie.
Per questo motivo, il primo passo è una visita ginecologica per misurare l’endometrio e stabilire il punto di partenza. Nel tempo infatti questo tenderà ad ispessirsi. Una cosa ulteriore da tenere sott’occhio.

Ora devo muovermi. Devo contattare la struttura che mi ha consigliato la mia ex collega e chiedere un secondo parere.

Il fatto è che quando ti dicono cose che ti rassicurano, dopo diventa difficile rimanere distaccati e andare avanti con i propri propositi.
Non mi dispiace affatto non fare la chemioterapia. Vorrei davvero seguire il suo consiglio: mettere nel dimenticatoio questo evento.
Sarà possibile?

Devo stare in occhio. Non devo cedere alle illusioni.
Che fatica.

photo credit: maistora via photo pin cc

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2 pensieri su “L’oncologo

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