La seconda guarigione

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In questi otto mesi trascorsi dall’ultimo post ho seguito il percorso di guarigione prescritto dalla medicina ufficiale: un complicato intervento per asportare la zona malata, quattro cicli di chemioterapia, una puntura di enantone al mese per un anno e tamoxifene per cinque anni.

La chemioterapia mi ha messo così tanto alla prova che per un certo periodo ho creduto di non farcela a completare i cicli. Più ne facevo e più il mio corpo chiedeva tempo per riprendersi.

Le conseguenze a livello fisico sono più che ottime. I valori del sangue stanno tornando ad essere gli stessi prima che iniziasse questa seconda fase, il braccio ha ripreso il 90% della mobilità e i capelli stanno lentamente ricrescendo.

A livello mentale, invece, sto facendo molta fatica. E’ come se anche i neuroni fossero stati uccisi  insieme alle cellule tumorali. Non mi sento più in grado di fare ragionamenti articolati, ho grosse difficoltà di concentrazione, la memoria scarseggia. Più non riesco a fare le stesse cose di prima e più la preoccupazione mi assale. Ma sarà così anche per le altre? Riacquisterò quelle capacità? Scrivere anche queste poche righe è una vera impresa. Trovare le parole, metterle in fila, dare un senso a queste parole mi richiede uno sforzo e un tempo abnorme. A volte penso di essere diventata una donna di 70 anni. Riesco a capire, come fossimo coetanee, i problemi di mia madre che di anni ne ha 27 più di me.

 
photo credit: Cultsoftheshadow via photopin cc
 

 

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